2011 in review

•04/01/2012 • Leave a Comment

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 1,900 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 32 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Fiori

•12/04/2011 • 1 Comment

Sebastopoli nel mese di dicembre (1855)

•31/03/2011 • Leave a Comment

L’aurora comincia appena a colorare il cielo sopra l’orizzonte di monte Sapùn; la superficie blu scuro del mare si è già scrollata di dosso il buio e aspetta il primo raggio per far scintillare i suoi allegri luccichii; dalla baia arrivano freddo e nebbia; non c’è neve: tutto è nero ma il freddo tagliente del mattino afferra il viso e scricchiola sotto i piedi, e soltanto il lontano, implacabile sciabordio del mare, interrotto di tanto in tanto dagli spari che eccheggiano a Sebastopoli, infrange il silenzio del mattino.

Lev Tolstòj

Il lato ombra

•21/03/2011 • Leave a Comment

 

Non cercare di distruggere i tuoi demoni; trascendili.

Rodtchenko e il mio sabato

•18/03/2011 • 1 Comment

L’entrata alla Pinacoteca il sabato è gratuita e ne approffito per vedere la mostra di un fotografo russo. Gli anni ‘20, l’Unione Sovietica in bianco e nero attraverso gli occhi costruttivisti di Rodchenko. Quando esco mi diriggo al vicino quartiere Bom Retiro, area commerciale di tessuti e vestiti che richiama persone dal Brasile intero per fare acquisti. Originariamente la regione fu popolata e abitata da ebrei dell’europa orientale, che vi costruirono nel 1912 la prima sinagoga della città. Il quartiere arriverà nel tempo a contare ben dieci sinagoghe. Oggi però a dominare sono i coreani, che laboriosamente si sono infiltrati nelle fitte maglie della distribuzione di abbigliamento all’ingrosso. Ma persistono ricordi del tempo passato, come la Casa Bulgara, fondata nel 1975 da Lona Levi, appena giunta in Brasile. La sua specialità è la bureka, un tortino di pasta sfoglia e ripieno di formaggio, accompagnato da una salsa di peperoni verdi. Costa appena 2 reais, 90 centesimi di euro l’una. Per concludere la mia immersione in questo mondo slavofilo niente meglio di uno strudel di mele.

Rodchenko a SP

•18/03/2011 • Leave a Comment

Uno, nessuno e centomila.

•03/03/2011 • Leave a Comment

Avete mai veduto costruire  una casa? Io tante, qua a Richieri. E ho pensato:

“Ma guarda un po’ l’uomo che è capace di fare! Mutila la montagna; ne cava pietre; la squadra; le dispone le une sulle altre e, che è che non è, quello che era un pezzo di montagna è diventato una casa”.

-Io- dice la montagna – sono una montagna e non mi muovo.

Non ti muovi cara? e guarda là quei carri tirati da buoi, sono carichi di te, di pietre tue. Ti portano in carretta, cara mia! Credi di startene così? E già mezza sei due miglia lontano, nella pianura. Dove? Ma in quelle case là, non ti vedi? Una gialla, una rossa, una bianca; a due, a tre, a quattro piani.

E i tuoi faggi, i tuoi noci, i tuoi abeti? Eccoli qui, a casa mia. Vedi come li abbiamo lavorati bene? Chi li riconoscerebbe più in queste sedie, in questi armadi, in questi scaffali?

Tu montagna, sei tanto più grande dell’uomo; anche tu faggio, e tu noce e tu abete; ma l’uomo è una bestiolina piccola, sì, che ha però in sè qualcosa che voi non avete. A star sempre in piedi, vale a dire ritta su due zampe soltanto, si stancava; a sdraiarsi per terra come le altre bestie non stava comoda e si faceva male, anche perchè, perduto il pelo, la pelle le è diventata più fina. Vide allora l’albero e pensò che poteva trar fuori qualche cosa per sedere più comodamente. E sentì che non era comodo neppure il legno nudo e lo imbottì (…).

Il cardellino canta nella gabbietta sospesa tra le tende alla finestra. Sente forse la primavera che s’approssima? Ahimè, forse la sente anche l’antico ramo del noce da cui fu tratta la mia sedia, che al canto del cardellino scricchiola. Forse s’intendono, con quel canto e con questo scricchiolio, l’uccello imprigionato e il noce ridotto sedia.

 

SP View

•22/02/2011 • Leave a Comment

E’ domenica mattina, per questo le poche macchine per le strade. I palazzi sono una muraglia in lontanza, la mata atlantica, sebbene ingabbiata e regolata, è pur sempre densa, pur sempre viva.

Aspettare il bus.

•22/02/2011 • 1 Comment

Aspettare il bus accucciati ai piedi di questi giganti, che s’innalzano paterni sopra di te. L’aria è fresca, profuma di verde, i rumori restano impigliati in una qualche rete invisibile in cui sei immerso insieme all’albero.

Poeta su strada

•22/02/2011 • Leave a Comment

Di solito sta buttato così sull’erba o gironzola tra le macchine con i suoi mega occhiali scuri. Ha la barba bianca e la pelle nera. Appoggia ai pali vicini al semaforo queste lavagne, su cui scrive con lettere allungate e stentate. Ma le filastrocche sono piene di senso, acido e corrosivo che ti fanno mettere in moto con un sorriso amaro.

 
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