Rodtchenko e il mio sabato
L’entrata alla Pinacoteca il sabato è gratuita e ne approffito per vedere la mostra di un fotografo russo. Gli anni ‘20, l’Unione Sovietica in bianco e nero attraverso gli occhi costruttivisti di Rodchenko. Quando esco mi diriggo al vicino quartiere Bom Retiro, area commerciale di tessuti e vestiti che richiama persone dal Brasile intero per fare acquisti. Originariamente la regione fu popolata e abitata da ebrei dell’europa orientale, che vi costruirono nel 1912 la prima sinagoga della città. Il quartiere arriverà nel tempo a contare ben dieci sinagoghe. Oggi però a dominare sono i coreani, che laboriosamente si sono infiltrati nelle fitte maglie della distribuzione di abbigliamento all’ingrosso. Ma persistono ricordi del tempo passato, come la Casa Bulgara, fondata nel 1975 da Lona Levi, appena giunta in Brasile. La sua specialità è la bureka, un tortino di pasta sfoglia e ripieno di formaggio, accompagnato da una salsa di peperoni verdi. Costa appena 2 reais, 90 centesimi di euro l’una. Per concludere la mia immersione in questo mondo slavofilo niente meglio di uno strudel di mele.


Che bella l’arte degli anni ’20.