Amanda

Prego.

 

Venite pure avanti. Venite a guardare anche voi che siete lì in fondo…sì,venite anche voi.

Tanto ormai non importa più, ormai sono morta. Perché non approfittarne?

Avvicinatevi al tavolo: e ora rimanete ad assistere alla mia autopsia. Non avete forse tutti voluto vedere cosa davvero si nascondeva dentro al mio cuore?

 

Bene, ora potrete farlo. E così finalmente saprete.

 

Su, non abbiate paura mentre guardate l’uomo dal camice incidermi la pelle con la lama: sono morta e non sento più dolore.

E’ vero, non è un bello spettacolo vedere il mio corpo così ridotto, con il petto aperto alla luce del sole. Lo so, ma capire per voi è un dovere. Me lo dovete, almeno ora.

E poi quello che conta non è la mia carne, tirata dai divaricatori, ne il mio sangue che cola sul tavolo freddo (ed è davvero freddo,ve lo assicuro).

 

Avvicinatevi un altro poco e guardate meglio: lo vedete?

E’ il mio cuore quello che ora l’uomo dal camice tiene nella mano bianca di guanto.

Lo posa con cura, con un tonfo liquido, su un piatto freddo (ancora più freddo del tavolo) di una bilancia.

Ora può sezionarlo.

Deve sezionarlo, per capire. Deve scrutarlo,deve indagarlo, deve esplorarlo, se davvero vuole sapere. Tra fasce muscolari, antri, labirinti di carne e sangue sembra non trovare quello che cerca, quello che tutti voi cercate.

Sembra normale il mio cuore: forse un po’ debole, forse troppo sensibile.

Ma non è tutto.

 

E anche voi sapete che c’è dell’altro, anche se avete sempre preferito credere nella mia forza.

Ma poi l’uomo dal camice scopre, trova, vince.

Come sempre, ad ogni autopsia.

La trova dopo aver insistito qualche instante in fondo ad un buio corridoio.

E’ lì che si trova, ben protetta, in profondità, tanto che a volte io stessa mi dimenticavo della sua esistenza.

Una bella e rotonda boccetta di vetro, che contiene un liquido dal colore blu intenso.

Essa contiene, racchiusa in sé e in me, il mare della solitudine, che mai nessuno riuscì a navigare. Nemmeno l’uomo dai mille ingegni.

Il mare sta lì,calmo e profondissimo.

 

Guardatelo, per favore, guardatelo tutti.

Esso è stato in me fino a questo momento, sorgente infinita delle mie lacrime.

Lacrime salate come onde marine e amare come la solitudine.

 

Bene. Ora sapete. Vi ringrazio per aver partecipato a questo momento per me così importante.

So che per voi non è stato facile.

Ora posso chiudere gli occhi.

 

 

 

Amanda

6/03/2002

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~ by amandalorienbrasil on 06/03/2002.

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