Una banda per gioco

 Ieri sera ci si trovava a camminare per le stradine di Juazeiro, diretti alla orla del fiume…
C´era la solita atmosfera rilassata, giocosa, ragazzine e ragazzi per le strade in questa che é la loro settimana di vacanze dell´inverno..certo inverno qui a Juazeiro é una parola senze senso, ma il vento forte di questi giorni, che arriva dall´interno non incontra rilievi significativi er perdere la sua forza e ció rende le serate per me piacevolmente fresche, per loro bizzarramente fredde…
Di fronte alle pastelarias lunghe fila e odore di frittura, nei le bottiglie di birra si accumulano sotto i tavoli di plastica rossi e gialli, gruppetti girano in bici in mezo alle strade urlando la loro voglia di libertá, coppiette siedono sulle banchine del viale alberato, qualche motociclista passa sgasando per richiamre l´attenzione, molti cani zampettano attorno a chi si sta mangiando uno spiedino di carne succulento. C’è frenesia, nelle risa dei giovani, c’è calma, nell’ atmosfera serale del piccolo paese.
D´improvviso sentiamo una musica, pandeiro, percussioni…Nando si ferma perché crede che da qualche parte ci sia una roda di capoeira, cosa che ovviamente lo attiva subito!

Ci mettiamo a seguire il suono e giriamo in una stradina laterale, in acciotolato, stretta ma molto lunga, con l´illuminazione fioca che si alterna alle parti buie senza una fine all´orizzonte. La prendiamo.

La musica si fa piú vicina, ora pare proprio samba, si sente una tromba, sará una banda, pensiamo, le vibrazioni parevano quelle di una vera banda, di tutto punto!
Invece ci imbattiamo in gruppetto di bambini che camminano ballando per la strada, suonando tutto ció che gli capita sotto tiro. Un bambino dai riccioloni afro, la maglietta del flamengo, suona con le bacchetta su una cabina telefonica, che qui hanno il nome di orelhão -ovvero grosso orecchio-, un altro col petto abbronzato e nudo, di sì e no 9 anni,  suona il pandeiro con maestria e ride con tutti i suoi denti.
Un altro magro magro, ancora più piccolo, dall´altro lato del marciapiede, picchietta sulle persiane di legno di una piccola casetta semidiroccata, un altro ancora con vestiti colorati come quelli di un saltimbanco, suona la tromba e la innalza verso il cielo stellato del sertão…

Noi restiamo a bocca aperta, stupefatti nel vedere quel libero fluire di creativitá musicale, quella spontanea celebrazione.  Bambini che suonano, attraversano il quartiere danzando e giocando, tutti gli spazi sono sfruttabili, ogni oggetto può produrre un suono che accompagni col giusto ritmo la loro allegria.

Sono come una piccola banda, ma senza maestro. Probabilmente quel pomeriggio si erano accordati per una serata musicale, hanno preso i loro strumenti e se ne sono andati per le strade per festeggiare un mercoledì di vacanza.

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~ by amandalorienbrasil on 09/07/2008.

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