Domenica nella comunità | Parte II: La messa

L´entrata per La comunitá é direttamente sulla strada che va verso i Lençois: sulla destra si apre uma piccola  stradina secondaria, che senza Loura non avremo neppure notato. Un piccolo cartello di latta, con una qualche scritta dipinta a mano, sta girato a testa in giú, ma non é Il solo a questo mondo.

La macchina si ferma per farci procedere a piedi. L´entrata in quel luogo doveva proprio essere fatta in questo modo: a piedi, gradualmente, per lasciare che poco a poco i miei occhi scoprano e le mie orecchie percepiscano um crescente ritmo sincopato di tamburi. Sulla sinistra due casi, plurifamilari, com pareti di fango e tetto di foglie di buriti. Sulla destra um grande albero solitário protegge fraternamente sotto i suoi grandi rami orizzontali due cavalli bianchi, un asinello polveroso dagli occhi pacifici, e uma moto. In mezzo uno spiazzo vuoto, occupato irregolarmente da piccoli recinti di legna che proteggono piante che non conosco, uma scrofa, galetti.

Poco più in fondo la costruzione da dove proviene la musica. E´una costruzione aperta sui quattro lati, com un grande tetto spiovente di foglie giallastre di buritì che scendono verticalmente lungo i lati, a formare uma ampia protezione dal sole. In quella domenica mattina, lì si sarebbe svolta come prima cosa uma messa. Le panche erano fatte da tavole grezze appoggiate su tronchi ficcati profondamente nella sabbia. In fondo stava Il  gruppo dei suonatori, uomini, quasi tutti anziani, volti solcati da rughe profonde ed occhietti ironici. L´allegro batuque é fatto da tambores, pandeiros e piccole chitarre, i cavaquinhos. In un terra sincretica come questa, é il ritmo di samba a fare da base per i canti al signore.                                                                                           Sono le donne a cantare, di tutte le etá, divise tra gli inni, i bebé in braccio o nipoti pestiferi da trattenere da salti eccessivi tra le mobili assi di legno. I canti parlano di Gesù Cristo Redentore, ma anche delle lotte per la liberazione dei neri, e della giustizia che un giorno verrá. Impossibile non unirsi al battito delle mani, al ritmo contagiante.

La messa sta per terminare. Le fasi del culto sono corrisposte grosso modo a quelle canoniche, ma il momento dello “scambiatevi um segno di pace” ha un qualcosa di più intimo, più forte. Non ci si stringe la mano, ci si abbraccia, um pó timidi ed emozionati, e ci si bacia sul volto e sul collo, tutti, donne, bambini, vecchi, uomini, io.

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~ by amandalorienbrasil on 28/10/2008.

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