Da Faustina, São Luis

Faustina

Il venerdì si andava da Faustina, cioè nella piazzetta conosciuta da tutti con questo nome e cuore del centro storico, a pochi passi dalla banchina affacciata sulla profonda baia attraverso la quale ogni giorno risale la marea con la sua forza implacabile.

E com’era, il venerdì, se non il giorno più decadente?!

La piazzetta piena di persone, sedute ai tavolini di plastica pigiati gli uni contro gli altri, oppure in piedi a riempire ogni spazio vuoto rimasto, la folla come un essere multidimensionale, millepiedi, con molte teste moventi che si gettano attorno sguardi stralunati. Alcuni dei ghigni fanno paura, sembrano maschere cazumbà.

In molti sono già ebbri, o ubriachi, i corpi paiono come  avvinghiarsi, frenetici come i ritmi, su quel micro fazzoletto di selciato che fa da palco.

A volte tutta la piazzetta, con il suo equipaggio piratesco, pare che ondeggi, su un mare che non c’è, mare sotterraneo che mi immagino denso di liquami, come un invisibile oceano color petrolio. Gli ubriachi danno il loro personale spettacolo, conversazioni senza senso sono iniziate e troncate, sigarette escono dai pacchetti, bottiglie di vetro scuro si inclinano in continuazione sui bordi dei bicchierini di plastica.

Sao Luis ha molto della città ctonia, degli abissi e delle profondità marine e in questo mi ricorda Parigi così come era agli occhi di Balzac.

Pare che poi, la città veramenti galleggi sopra un esteso labirinto di canali fognari. E pare anche che questo labirinto sia popolato da una spaventosa tribú di ratti, roditori portentosi sempre secondo i rendiconti. “I ratti di Sao Luis, i gatti ne hanno paura”, mi aveva detto B.

Se il ventre di Sao Luis poggia sull’ acqua e vediamo i volti chiari dei suoi casaroni riflettersi lungo la Beira-Mar, anche allontanandosi dal centro e in direzione delle spiaggie piu periferiche nella parte meridionale dell’ isola, si vede che l’ uomo ludovicense è abituato alla convivenza con l’elemento marino.

La pesca e la navigazione sono le sue occupazioni centrali e spesso addirittura abita in case-palafitte a pochi metri dall’acqua. Questo è spiegato dal fatto che le palafitte sono il tipo di casa piu adatto al vivere delle comunità del manguezal, le magrovie che compongono un ecosistema costiero ricchissimo in biodiversità che dal nord della costa brasiliana si spinge fino a Bahia.

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~ by amandalorienbrasil on 09/03/2010.

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